Dal Sindacato dei Cittadini al Sindacato contro i Cittadini?

Dal blog di Claudio Negro, una vita nel sindacato (Uil) - 21/09/2015 , di Claudio Negro
La vicenda dell'Assemblea (?) dei lavoratori del Colosseo non è, come tutti ricorderanno, un fatto nuovo o isolato. Scioperi, o scioperi travestiti da assemblee, proclamati con precisione chirurgica in modo da infliggere il massimo danno possibile ai visitatori, sono una consolidata tradizione dei sindacati del comparto dei beni culturali; seguiti naturalmente da proteste indignate, da appelli al senso di responsabilità, dalle minacce di aprire inchieste e valutare provvedimenti (mai accaduto...). Benissimo ha fatto Renzi ad assumere immediatamente un provvedimento di elementare civiltà senza chiedere permesso e infilarsi nel tunnel della trattativa, che sarebbe stato un trionfo per i professionisti del "ma anche" e del "bisogna porsi il problema" (quando..?). Bersani infatti non ha perso tempo a chiarire cosa avrebbe fatto il Governo se ci fosse lui!
Nella vicenda vi sono due aspetti, se vogliamo collaterali, che però contribuiscono alla sua comprensione. Il primo è il grido di dolore di Susanna Camusso, che paventa il crollo della democrazia se i lavoratori dei beni culturali non potranno più fare le assemblee quando e come gli pare: ossia quando saranno tenuti a rispettare le norme che già da tempo valgono per i lavoratori della sanità, del trasporto pubblico, dei petrolchimici, della siderurgia, della vigilanza carceraria, eccetera eccetera. Si vede che questi ultimi lavoratori non sono così fondamentali per la democrazia..!
Il secondo è la technicality utilizzata: i lavoratori protestavano per il mancato pagamento degli straordinari. Appunto, di protesta si trattava, di astensione dal lavoro: ma uno sciopero per il quale i lavoratori sono stati ugualmente pagati, visto che formalmente erano in assemblea. Il massimo danno col minimo costo: chi pratica e chi difende questa modalità di relazioni sindacali irride a chi fa sindacato lealmente e nel rispetto delle regole e getta discredito su tutto il Sindacato.
Perchè, e questo è il nocciolo della questione, l'idea che sta alla base di questo tipo di lotta sindacale porta in sé la nozione che per affermare i diritti sindacali dei pubblici dipendenti debba esserci la speculare perdita di un po' di diritti da parte di chi utilizza i servizi pubblici. La vicenda del Colosseo, ma quella di Pompei, quella di Caracalla o di Brera nel recente passato, fotografa un conflitto di interessi tra lavoratori e utenti, latente per ovvie ragioni nella natura stessa del lavoro pubblico, ma che proprio per questa ragione ha bisogno di regole diverse da quelle che reggono le relazioni industriali nel comparto privato, dove danni e benefici sono in capo esclusivamente a lavoratori e datori.
Aver pensato di ricondurre ad unità il mondo del lavoro, usando il format dell'"operaio massa" e del conflitto lavoro-capitale, è stata una delle peggiori scelte del pansindacalismo degli anni'70.
E se adesso le Organizzazioni Sindacali sceglieranno di rispondere con la tracotanza e la supponenza dello sciopero alla valanga di critiche che gli sono piovute addosso e alla decisione del Governo, dimostreranno che esiste davvero un conflitto tra sindacati dei pubblici servizi e utenti degli stessi; il Sindacato contro il Paese..? Altro che Squinzi!
Nota di colore: lo slogan "Sindacato dei Cittadini" coniato da Giorgio Benvenuto non ha mai avuto molto successo in CISL e CGIL. Sarebbe paradossale però che adesso la UIL praticasse il "Sindacato contro i Cittadini"!